Red Records PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 24 Febbraio 2012 16:03

Dal lontano 1976 la Red Records é la più antica e longeva etichetta di jazz italiana attiva da ben 36 anni.
Ha registrato in Italia, Usa, Brasile, Venezuela, Argentina, Giappone, Inghilterra, Francia, Albania musicisti che nel corso degli anni hanno conquistato una solida reputazione come "the state of the art of jazz today" e come tali riconosciuti dalla comunità jazzistica nazionale e internazionale.
Il grande Joe Henderson la paragonò agli inizi degli anni 90 alla mitica Blue Note di Alfred Lion e Francis Wolf definendola come "The Blue Note of Europe".


In un'epoca segnata dalla globalizzazione il senso profondo e controcorrente del lavoro della Red Records é stato quello di mantenere l'imprintig della grande tradizione strumentale, musicale, artistica e sonora del jazz afro americano  in un contesto locale  in cui tradizione, innovazione e contemporaneità si fondessero armoniosamente e sempre  ad alto livello tecnico ed espressivo ricercando quei musicisti che, indipendentemente dalla notorietà, nazionalità, razza e cultura fossero capace di aggiungere alla grande storia del jazz il sapore della loro creatività e originalità.


Musicisti come Piero Bassini, Franco D'andrea, Salvatore Bonafede, Massimo Urbani, Vito e Pino Di Modugno Fabio Morgera, Salvatore Bonafede, Angelo Adamo, Franco Cerri, Vittorio Gennari e tutti gli altri italiani registrati nel corso degli anni hanno aggiunto qualcosa di profondo e originale alla storia del jazz del nostro paese e non solo. Pensiamo anche che musicisti come Bobby Watson, Joe Henderson, Cedar Walton, Billy Higgins, Victor Lewis, JD Allen, Kenny Barron, Charlie Rouse, Ray Mantilla e numerosi altri abbiano rappresentato quacosa di autenticamente profondo e innovativo così come Luis Agudo, Pablo Bobrowicky, Norberto Minichillo, Edward Simon, Hector Costita Bisignani, Mani Padme Trio abbiano scritto pagine nuove e significative nel campo del Jazz sudamericano che dai Caraibi si allunga fino all'Argentina. 
Da ultimo con Markelian Kapedani, grande pianista e compositore, abbiamo aperto un nuovo capitolo che guarda ad est, Balcani e non solo, ed al vicino medio oriente. Viene così confermata l'universalità e la globalità del jazz dei nostri tempi che si nutre e si sviluppa osmoticamente con l'innesto di nuove culture e linguaggi, senza creare degli ibridi ma conservando la sua purezza e autenticità.


Dal punto di vista sonoro e delle tecniche di ripresa del suono la Red Records è nota e molto apprezzata dagli audiofili e appassionati di jazz per la naturalezza del suono.

Recentemente  un noto DJ americano di jazz  ha definito la Red Records come: 

"a warm, natural, elegant and soulfull sound of jazz"
The Jazz Groove


Red Records is the small independent italian company that has established a fine reputation recording first class musicians from around the world in sessions that would make a major label blush with pride
Sid Gribetz - Jazz Times, Usa

Red Records is the Blue Note of Europe
Joe Henderson

Un mythique label du jazz. Le catalog Red Records reste l’une des plus impressionante au monde
Jazz Hot - France

The best in Italian Jazz and more. 
Michael C. Bailey - All About Jazz, Usa

Jazz at very high levelwith a warm, natural sound 
Swing Journal, Japan

Oggi ci sono poche case discografiche che riescono a mantenere un proprio “stile” una propria caratura stilistica. La Red Records appartiene a questa categoria: grazie alla sapiente e coerente opera di Sergio Veschi, la casa milanese continua a proporci un jazz di assoluta qualità continuando ad insistere su un insieme di artisti che altrimenti troverebbero ben poche possibilità di esprimersi con la stessa compiutezza.
Gerlando Gatto

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 27 Febbraio 2012 18:07 )
 

Dal catalogo Red Records...

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